"Non si converte se non quello che si ama: se il Cristiano non è in completa simpatia col mondo nascente, se egli non prova in sé stesso le aspirazioni e le ansietà del mondo moderno, se non lascia crescere nel suo essere il senso dell'umano, egli non realizzerà mai la sintesi liberatrice tra la terra e il cielo da cui può nascere la manifestazione ultima del Cristo universale. Ma egli continuerà a ingannarci e a condannare quasi indistintamente ogni novità, senza discernere, tra le sporcizie e i mali, gli sforzi sacri di una nascita...
Gli scettici, gli agnostici, i falsi positivisti si sbagliano. Attraverso le civiltà che si spostano, il mondo non va a caso, né segna il passo, ma sotto l'universale agitarsi degli esseri qualcosa si compie, qualcosa di celeste senza dubbio, ma anzitutto di temporale. In questo mondo nulla si perde, per l'uomo, della sofferenza dell'uomo".
Gli scettici, gli agnostici, i falsi positivisti si sbagliano. Attraverso le civiltà che si spostano, il mondo non va a caso, né segna il passo, ma sotto l'universale agitarsi degli esseri qualcosa si compie, qualcosa di celeste senza dubbio, ma anzitutto di temporale. In questo mondo nulla si perde, per l'uomo, della sofferenza dell'uomo".
Teilhard De Chardin
Alcune riflessioni sulla conversione del mondo
Edizioni Dehoniane, Bologna 1966, pp. 37,38
