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24.2.26

NAPOLI E QUALITA' DI VITA: PENULTIMA DI UNA CLASSIFICA

"
Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un Ma faciteme ‘o piacere. Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare".
Erri De Luca

NAPOLI E' UN SENTIMENTO

Napoli è una città di confine, dalle approssimative coordinate geografiche. È al centro del Mediterraneo, sotto e sopra un vulcano, accanto alle porte dell’ade, poco prima del paradiso. Quello che altrove è la fine del mondo, a Napoli è ‘a fine d”o munno. Stupore, meraviglia, compiacimento, esaltazione. Perché la fine a Napoli coincide sempre con l’inizio.
Napoli è come Marte, è semplicemente diversa, tutti se ne accorgono. Chi arriva in città si accorge subito di trovarsi in un posto non paragonabile ad altri. È un altro mondo, che segue altre regole. Può sembrare una città qualunque. 
Caos, inquinamento, violenza. Ma ha una sua personalità, qualcosa che la fa vibrare. E le emozioni quando meno te le aspetti ti inchiodano.
Secoli di dominazione hanno consentito continue contaminazioni culturali. I napoletani sono permeabili alle differenze, le inglobano e le trasformano ma sono impermeabili alla consapevolezza. Non importa che sia un incontro casuale oppure l’inizio di un’amicizia che continuerà per la vita: da sempre il napoletano dà confidenza. È una generosa attitudine a mostrarsi disponibili alle contaminazioni, ad aprirsi allo scambio, al dono.
Chi sopravvive a Napoli, sopravvive alla sua capacità di turbare, sa che quello che vive quando la attraversa non lo proverà mai più altrove. Napoli non è una città, è un sentimento e i sentimenti non hanno confini. Napoli è in tutto il mondo e tutto il mondo è a Napoli”.

Massimiliano Gallo


5.2.26

NAPOLI NEL CUORE

NAPULE È

Napule è mille culure

Napule è mille paure 

Napule è a voce de' criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo.

Napule è nu sole amaro

Napule è addore 'e mare

Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a' ciorta.

Napule è 'na cammenata inte viche miezo all'ato

Napule è tutto 'nu suonno e 'a sape tutti o' munno manun sanno a verità.

Napule è mille culure (Napule è mille paure) 

Napule è 'nu sole amaro (Napule è addore e' mare) 

Napule è 'na carta sporca (e nisciuno se ne importa)

Napule è 'na camminata (inte viche miezo all'ato)

Napule è tutto nu suonno (e a' sape tutti o' munno)

 

 

Napoli è mille colori

Napoli è mille paure

Napoli è la voce dei bambini che sale piano piano e tu sai che non sei solo.

Napoli è un sole amaro

Napoli è profumo di mare

Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa e ognuno aspetta la sorte.

Napoli è una passeggiata tra i vicoli in mezzo agli altri

Napoli è tutta un sogno e la conosce tutto il mondo ma non sanno la verità.

Napoli è mille colori (Napoli è mille paure)

Napoli è un sole amaro (Napoli è profumo di mare)

Napoli è una carta sporca (e nessuno se ne importa)

Napoli è una passeggiata (tra i vicoli in mezzo agli altri)

Napoli è tutta un sogno (e la conosce tutto il mondo)


Pino Daniele, 1977








4.2.26

VEDI NAPOLI...


Vedi Napoli 
e poi muori...

Johann Wolfgang von Goethe, 
Grand Tour 1787 

1.2.26

MERAVIGLIA NEL CUORE

"Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale. Qui, (...) tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo, la felicità più cantante e il dolore più lacerato, (...) tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgamate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva (...) una impressione stranissima, come di una orchestra i cui strumenti, composti di anime umane, non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro, ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione..."

Anna Maria Ortese, L’Infanta sepolta
Adelphi, Milano 1994, p. 17