E' questa la via attraverso la quale Dio entra nella sua vita. Ma nel momento in cui un'anima ha la grazia di conoscere e desiderare di conoscere di più su Dio, di più sulla fede, di più sulla religione, a questo punto quest'anima ha il dovere di mettersi alla ricerca, e se questa ricerca non la fa, essa va fuori strada. A ogni anima da lui creata Dio dà la possibilità di arrivare a faccia a faccia con lui, di accettarlo o di rifiutarlo.
Per lavoro o per piacere ho letto o leggo ancora molto. Spesso non riesco o non voglio leggere o ricordare tutto. Mi sono quindi allenata a un genere di lettura trasversale. A volte trascuro parti o capitoli ma trovo sempre qualcosa di prezioso. E vorrei condividerlo con altri.
29.6.25
UNA CHIESA VERA?
E' questa la via attraverso la quale Dio entra nella sua vita. Ma nel momento in cui un'anima ha la grazia di conoscere e desiderare di conoscere di più su Dio, di più sulla fede, di più sulla religione, a questo punto quest'anima ha il dovere di mettersi alla ricerca, e se questa ricerca non la fa, essa va fuori strada. A ogni anima da lui creata Dio dà la possibilità di arrivare a faccia a faccia con lui, di accettarlo o di rifiutarlo.
IL SILENZIO CHE DIVENTA PREGHIERA
E' difficile pregare se non si sa come pregare. Dobbiamo sforzarci e imparare. La condizione più importante è il silenzio. Le anime oranti sono anime profondamente silenziose. Non possiamo situarci alla presenza di Dio senza imporre a noi stessi il silenzio, nel nostro intimo e all'esterno di noi. Per questo dobbiamo abituarci alla quiete dell'anima, degli occhi, della lingua.
IL DOLORE PERVADE IL MONDO
ANZIANI OGGI
Ricordo di aver visitato tempo fa una meravigliosa casa di riposo per anziani. Erano una quarantina e non mancava loro proprio niente. Ma tutti indistintamente stavano attenti alla porta di entrata. Nessun sorriso sul loro volto.
Domandai alla suora che ne era incaricata: "Sorella, perché non sorridono mai? E perché stanno sempre a guardare verso la porta?".
E la suora molto semplicemente, mi diede questa risposta, che era la verità: "E' sempre la stessa cosa, ogni giorno: aspettano sempre che qualcuno venga a trovarli". Anche questa è una grande povertà. Non è necessario andare nelle catapecchie per trovare mancanza d'amore e povertà: c'è qualcuno che soffre in ogni famiglia e in ogni condominio.
IPOTESI DI FEDE
La fede è la roccia
per non temere
i venti e le tempeste della vita.
Ma è anche le ali
per chi decide di volare alto.
La fede è l'ancora
che dà sicurezza
nei momenti del dubbio
e dell'incertezza.
Ma è anche la vela
che ti permette
di prendere il largo.
La fede è scommettere
sulla vita qui,
ora e per sempre
Don Tonino Lasconi
28.6.25
LA GIOIA NON SI NASCONDE
Il buonumore è caratteristico delle persone generose. E' spesso un velo che nasconde tutta una vita di sacrifici. Una persona che abbia chiesto questo dono del buonumore raggiunge sovente grandi altezze di perfezione. Facciamo sì che i malati e i sofferenti trovino realmente in noi degli angeli di conforto e di consolazione... La gioia è... molto infettiva. Siate perciò sempre traboccanti di gioia quando andate in mezzo ai poveri.
AMORE IN CASA
AVERE CURA DI COLORO CHE CI CIRCONDANO
SORRIDERE ANCHE AGLI ANTIPATICI
Oggi le nazioni dedicano troppi sforzi e troppo denaro per difendere i propri confini. Sanno pochissimo della povertà e del dolore che esiste in quei paesi dove vive della gente ai confini della miseria. Se almeno difendessero questa gente indifesa con cibo, abitazioni e vestiti, io credo che il mondo sarebbe un posto più felice in cui vivere...
SPAZIO ALLA FEDE
La fede è in declino perché vi è troppo egoismo e si pensa troppo a guadagnare per se stessi. La fede al contrario, per essere autentica, deve essere un amore che dona. Amore e fede vanno di pari passo e si completano a vicenda. La gente non si accorge neppure di aver perso la fede. Io penso che se la gente fosse convinta che quella persona sommersa dalla sporcizia è un fratello o una sorella, farebbe sicuramente qualcosa per essa. La gente non sa più cosa sia la compassione. Non conosciamo più quelli che ci stanno intorno. Se la gente sapesse riconoscere quelli che giacciono per le strade, capirebbe immediatamente la loro grandezza e in tutta semplicità li amerebbe. E l'amore condurrebbe sicuramente a mettersi al loro servizio...
La fede che passa all'azione diventa amore, e l'amore che si trasforma in azione diventa servizio...
SUCCESSO NEL LAVORO?
7.1.24
DIALETTO? NO LINGUA MADRE
1.1.24
RINASCITA
Uscite da quella stanza buia, fate entrare la luce, il buonumore, nuove idee! Aggrappatevi alle vostre giornate, osservando il mondo, non guardatelo distrattamente. Siamo tutti troppo impegnati a confrontare, calcolare, misurarci, dimenticandoci come si vive.
Voi, che vi sentite sempre inadeguati, sappiate che c'è chi non si emoziona pensando all'immensità del mondo, chi non viaggia neanche con il pensiero, chi giudica folli quelli che scelgono strade che pochi hanno percorso, chi non ammette un fallimento e chi al mattino non gode del sole perché troppo impegnato a vedere se gli altri stanno correndo più veloce di lui in una gara che non avrà vincitori.
18.11.23
UNA GUIDA PER LA VITA SPIRITUALE
E' sorprendente notare come molte persone, anche impegnate seriamente nel cammino di fede e consacrate al Signore da molti anni, siano sprovviste di una guida spirituale. Tale persona dovrebbe essere soprattutto capace di ascolto: spesso non è necessario dire molte cose, perché chi racconta, nel momento stesso in cui parla vede dispiegarsi davanti a sé il libro della propria vita raggiungendo quello che Ricoeur chiamava "la propria identità narrativa". Infatti ci si conosce solo raccontandosi a un altro, in un contesto di gratuità accogliente, senza l'assillo del dovere o l'angoscia del giudizio... L'accompagnamento spirituale non è finalizzato a ottenere la risposta a buon mercato su di un problema immediato, è un lavoro molto più lento, profondo e faticoso, ma si tratta di un aiuto indubbio anche per la conoscenza di sé dal punto di vista umano.
3.11.23
IL SENSO DELLA FEDE
"Una famiglia medievale vuole a tutti i costi avere una santa nel casato. Di generazione in generazione costringe le figlie a chiudersi in convento, a fare digiuni e sacrifici, a trafiggersi il corpo con cilici segreti. Ma nessuna di quelle bambine pur crescendo, pur crescendo santamente e riempiendosi di piaghe, riesce a diventare santa. Finché arriva la piccola Odilia, una bambina gentile e allegra. Anche lei viene chiusa in convento e costretta a pregare inginocchiata sui ceci, costretta a portare i cilici sotto la camicia.
Ma Odilia non è come le altre: presto getta via tutti i cilici sacrificali, rifiuta le preghiere ossessive, ripudia la continua mortificazione della carne. Quando ha sedici anni decide che il convento è un posto triste e lo rallegra aprendolo al pubblico: inventa conversazioni collettive sulla responsabilità e sul credo, crea una scuola per bambini, apre la cucina alle donne perché preparino piatti succulenti per i poveri. Quindi decide di piantare delle vigne da cui otterrà un ottimo vino che farà bere, con misura, agli ospiti e alle consorelle. Le quali, invece di lamentarsi, e spettegolare in segreto come facevano prima, cominciano a rimboccarsi le maniche e ad andare al lavoro con allegria e passione.
24.4.23
IL GUSTO
Una è quella del "gusto" inteso come sapore, come sensazione individuale della lingua e del palato: esperienza per definizione soggettiva, sfuggente, incomunicabile. Da questo punto di vista l'esperienza "storica" del cibo è irrimediabilmente perduta.
Ma il "gusto" è anche sapere, è valutazione sensoriale di ciò che è buono o cattivo, piace o dispiace: e questa valutazione, come abbiamo detto, viene dal cervello prima che dalla lingua. Da questo punto di vista il gusto non è affatto una realtà soggettiva e incomunicabile, bensì collettiva e comunicata. E' un'esperienza di cultura che ci viene trasmessa fin dalla nascita, assieme alle altre variabili che concorrono a definire i "valori" di una società.
9.2.23
CASA DOLCE CASA
Il 4 aprile 1978, Moretti (che sarebbe morto poco più di un anno dopo, il 6 luglio 1979) firmò il testamento pubblico con cui destinava al Comune di Cesenatico la sua biblioteca e il suo archivio...
Oggi l'abitazione che fu di Moretti è una bellissima casa museo che conserva gli ambienti, ma anche l'atmosfera in cui visse e scrisse il poeta. La casa ha una sua dimensione raccolta, quieta; non è una galleria di mobili dimenticati che stanno invecchiando o di gelidi oggetti che emergono opachi dal passato: è una casa che potrebbe essere di nuovo abitata, da una famiglia numerosa, da un momento all'altro; così come ci si aspetta di vedere entrare, nella camera in cui osserviamo un libro o una stampa, Marino silenzioso, quasi esitante, come un nonno discreto...
Così ne scriveva: "Ricordati che in queste poche stanze è la tua vita e che altrove tu non sei tu".
11.6.22
SOLITUDINE CHE DIVENTA SILENZIO
Per andare oltre la solitudine penso sia necessario evitare di fuggirla ma saperla piuttosto cercare in maniera sana, per imparare a riflettere, pregare, meditare, fare i conti con noi stessi. Se non impariamo a stare bene con noi stessi non potremo mai stare veramente bene con nessuno.
16.4.22
SONO AMATA, SONO PREZIOSA
"La fede serve quando non ci sono le risposte. La fede serve quando c'è la tempesta. La fede serve quando non vedi. La fede si osserva al buio, non con la luce accesa, perché quando non hai più nessun appiglio umano, quando non sai dove appoggiarti, allora l'unica cosa che puoi fare è confidare, avere fiducia e ricordarti che per quanto possa sembrare addormentato, Dio è dentro la barca della tua vita...
Questa è l'esperienza più bella della vita spirituale: non accorgerti che Dio esiste, ma che è lì per te. Non dire di avere fede perché pensiamo che Dio sia reale, ma capire che credere significa sapere che Lui è lì per noi. Affermare che Dio esiste non cambia le cose. E' accorgerti che ama te, questo ti salva la vita":
15.5.21
ALLA RICERCA
"Il non credente non ha la verità, la cerca: non afferma che Dio non esiste o non può esistere, ma sostiene che per lui non esiste perché non ne ha fatta (o fatta ancora) l'esperienza che lo sancisce inequivocabilmente. Da quel momento non servono prove. Sono state superate dal dono dell'esperienza: Dio è andato da lui".
















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