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5.2.26

NAPOLI NEL CUORE

NAPULE È

Napule è mille culure

Napule è mille paure 

Napule è a voce de' criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo.

Napule è nu sole amaro

Napule è addore 'e mare

Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a' ciorta.

Napule è 'na cammenata inte viche miezo all'ato

Napule è tutto 'nu suonno e 'a sape tutti o' munno manun sanno a verità.

Napule è mille culure (Napule è mille paure) 

Napule è 'nu sole amaro (Napule è addore e' mare) 

Napule è 'na carta sporca (e nisciuno se ne importa)

Napule è 'na camminata (inte viche miezo all'ato)

Napule è tutto nu suonno (e a' sape tutti o' munno)

 

 

Napoli è mille colori

Napoli è mille paure

Napoli è la voce dei bambini che sale piano piano e tu sai che non sei solo.

Napoli è un sole amaro

Napoli è profumo di mare

Napoli è una carta sporca e nessuno se ne importa e ognuno aspetta la sorte.

Napoli è una passeggiata tra i vicoli in mezzo agli altri

Napoli è tutta un sogno e la conosce tutto il mondo ma non sanno la verità.

Napoli è mille colori (Napoli è mille paure)

Napoli è un sole amaro (Napoli è profumo di mare)

Napoli è una carta sporca (e nessuno se ne importa)

Napoli è una passeggiata (tra i vicoli in mezzo agli altri)

Napoli è tutta un sogno (e la conosce tutto il mondo)


Pino Daniele, 1977








13.3.24

ABBI CURA DI ME

 
... Si dimostra una canzone universale proprio per questo: perché è in grado di rivolgersi in modo diverso a ogni unicità...
Credo che la chiave du questo riscontro risieda nel fatto che in ognuno di noi esiste questa fragilità, questo senso di separazione da qualcosa.
Da quando veniamo gettati nel mondo, dal momento in cui usciamo dalla pancia materna, cerchiamo quel senso di completezza, che si può trovare nell'amore, nell'abbraccio di un amico o dell'Assoluto. In questo senso, le parole di "Abbi cura di me" diventano una sorta di preghiera d'amore universale, una richiesta di aiuto, una dichiarazione di fragilità, che tutti possono interpretare e sentire come propria.
La canzone vuole dirci che non abbiamo bisogno di urlare, ma di sussurrare. Che non dobbiamo apparire forti a tutti i costi, ma nella fragilità sentire la nostra potenza. Perché quando ti mostri fragile, diventi vero.
Perché non siamo al mondo per essere perfetti, ma per essere veri.
Se sei vero, getti la maschera, e nessuno potrà colpirti. Non hai più molti nomi, ma uno solo: il tuo.

Simone Cristicchi - Massimo Orlandi, Abbi cura di me
San Paolo, Cinisello B. (MI) 2019, pp. 210,211

15.6.13

NON SONO SOLO

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo  
anche quando sono solo.

Sotto un cielo di stelle e di satelliti

tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
 un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino lo prendeva come niente
e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina
ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori
l'odore della città
il suono dei motorini
il sapore della pizza
le lacrime di una mamma
le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo.

Io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo

anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango
e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango
e mi fondo con il cielo e con il fango.

La città un film straniero senza sottotitoli

una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede  e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio
che sta insieme solo grazie a quelli
che hanno ancora il coraggio di innamorarsi  
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi
e di alzarsi  smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto.

Io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo

anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango
e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango
e mi fondo con il cielo e con il fango.


Jovanotti Lorenzo Cherubini, 2008

22.10.09

IL MONDO CHE VORREI

Quante volte ci ho pensato su, 
Il mio mondo sta cadendo giù 
Dentro un mare pieno di follie, 
Ipocrisie. 

Quante volte avrei voluto anch'io 
Aiutare questo mondo mio, 
Per tutti quelli che stanno soffrendo 
Come te 

Il mondo che vorrei 
Avrebbe mille cuori, 
Per battere di più avrebbe mille amori. 
Il mondo che vorrei 
Avrebbe mille mani 
E mille braccia per i bimbi del domani, 
Che coi loro occhi chiedono di più 
Salvali anche tu. 

Per chi crede nello stesso sole 
Non c'è razza non c'è mai colore 
Perché il cuore di chi ha un altro Dio 
È uguale al mio. 

Per chi spera ancora in un sorriso, 
Perché il suo domani l'ha deciso 
Ed è convicto che il suo domani 
E insieme a te. 

Il mondo che vorrei 
Ci sparerebbe i fiori, 
Non sentiremo più 
Il suono dei cannoni. 
Il mondo che vorrei, 
Farebbe più giustizia 
Per tutti quelli che 
La guerra l'hanno vista, 
E coi loro occhi chiedono di più 
Salvali anche tu. 

Come si fa a rimanere qui, 
Immobili così 
Indifferenti ormai 
A tutti i bimbi che 
Non cresceranno mai 
Ma che senso ha ascoltare e non cambiare 
Regaliamo al mondo quella pace 
Che non può aspettare più 
Nel mondo che vorrei uh uh uh 

Nel mondo che vorrei 
Avremo tutti un cuore. 
Il mondo che vorrei 
Si chiamerebbe amore. 
Stringi forte le mie mani 
E sentirai il mondo che vorrei 
Uh uh uh il mondo che vorrei



Laura Pausini, 1996

13.6.09

QUANDO I BAMBINI FANNO OH...

Quando i bambini fanno "oh" c'è un topolino 
Mentre i bambini fanno "oh" c'è un cagnolino 
Se c'è una cosa che ora so' 
ma che mai più io rivedrò 
è un lupo nero che da un bacino (smack) 
a un agnellino. 

Tutti i bambini fanno "oh" 
dammi la mano 
perchè mi lasci solo, 
sai che da soli non si può, 
senza qualcuno, 
nessuno 
può diventare un uomo. 

Per una bambola o un robot bot bot 
magari litigano un po' 
ma col ditino ad alta voce, 
almeno loro (eh) 
fanno la pace.

Così ogni cosa è nuova 
è una sorpresa 
e proprio quando piove 
i bambini fanno "oh" 
guarda la pioggia.

Quando i bambini fanno "oh" 
che meraviglia, che meraviglia! 
ma che scemo vedi però, però 
che mi vergogno un po' 
perchè non so più fare "oh" 
e fare tutto come mi piglia, 
perchè i bambini non hanno peli 
né sulla pancia 
né sulla lingua.

I bambini sono molto indiscreti 
ma hanno tanti segreti 
come i poeti 
nei bambini vola la fantasia e anche qualche bugia 
oh mamma mia, bada! 
Ma ogni cosa è chiara e trasparente 
che quando un grande piange 
i bambini fanno "oh" 
ti sei fatto la bua 
è colpa tua 

Quando i bambini fanno "oh" 
che meraviglia, che meraviglia! 
Ma che scemo vedi però,però 
che mi vergogno un po' 
perchè non so più fare "oh" 
non so più andare sull'altalena 
di un fil di lana non so più fare una collana.

....nananananananananana.... 

Finchè i cretini fanno(eh) 
finchè i cretini fanno(ah) 
finchè i cretini fanno "boom" 
tutto il resto è uguale 
ma se i bambini fanno "oh" 
basta la vocale 
io mi vergogno un po' 
invece i grandi fanno "no" 
io chiedo asilo 
io chiedo asilo 
come i leoni 
io voglio andare 
a gattoni... 

E ognuno è perfetto 
uguale è il colore 
evviva i pazzi che hanno capito cos'è l'amore 
è tutto un fumetto di strane parole 
che io non ho letto 
voglio tornare a fare "oh" 
voglio tornare a fare "oh" 
perchè i bambini non hanno peli né sulla pancia 
né sulla lingua... 


Povia, 2005


Foto by HAMED MASOUMI

20.4.09

UN GANCIO IN MEZZO AL CIELO

Io ed i miei occhi scuri
siamo diventati grandi insieme
con l'anima smaniosa
a chiedere di un posto che non c'è
tra mille mattini freschi di biciclette
mille più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me.

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato
prima o poi andar via
e ho respirato un mare sconosciuto
nelle ore larghe e vuote di un'estate di città
accanto alla mia ombra nuda di malinconia.

Io e le mie tante sere
chiuse come chiudere un ombrello
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie
che curvano seguendo il vento
e dentro a un senso di inutilità...
e fragile e violento mi son detto tu vedrai
vedrai vedrai.

Strada facendo vedrai
che non sei più da solo
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai.

Io troppo piccolo
tra tutta questa gente che c'è al mondo
io che ho sognato sopra un treno
che non è partito mai
e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai
vedrai vedrai.

Strada facendo vedrai
che non sei più da solo
strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai.

E una canzone
neanche questa potrà mai cambiar la vita
ma che cos'è che mi fa andare avanti
e dire che non è finita
cos'è che mi spezza il cuore tra canzoni e amore
che mi fa cantare e amare sempre più
perché domani sia migliore, perché domani tu
strada facendo vedrai.

Claudio Baglioni, 1981

Andrea Pedrinelli, Quel gancio in mezzo al cielo
Ancora, Milano 2007

Foto by Francesca