9.3.10

QUANDO LA SOFFERENZA UCCIDE L'ANIMO

Si deve cercare il bello e il buono della vita, non aspettare che vengano da soli. Si deve essere preparati al bello. Se ci attendiamo troppo dalla vita, è certo che saremo delusi. Ma se guardiamo alla vita senza troppe speranze e aspettative, riusciremo a percepire ovunque il meraviglioso, anche nelle cose più piccole e insignificanti...
Dio mio quali crimini hanno commesso contro di noi! Hanno calpestato ogni residuo di fede, finché in noi non è rimasto altro che freddo e desolazione. Non ci hanno consegnato alcun ideale. Quando non si ha un cielo si potrebbe credere che è per vivere sulla terra. Ma a ventun'anni siamo tutti rassegnati. Rassegnati nei confronti della vita così com'è, rassegnati alla violenza, all'ingiustizia, alla guerra. La guerra è ovunque.Nessun essere umano dovrebbe soffrire così, nemmeno per la migliore delle cause. E' talmente insensato, talmente orribile che la vita di una persona sia inutile. La gente soffre perché i tedeschi vogliono le colonie, perché le grandi potenze hanno l'abitudine di razziare le materie prime. Perché... perché... perché. E' sempre la stessa cosa: la sofferenza è al mondo a causa della sofferenza. Gli ebrei hanno sofferto in Germania senza capire la ragione della loro sofferenza, perché la sofferenza non ha alcun senso. La sofferenza non può mai giustificare la causa della sofferenza. L'obiettivo supremo è quindi non causare sofferenza. Sì! Meglio soffrire con quelli che soffrono che causare sofferenza agli altri...
Io credo sia un bene che le cose siano andate così. Perché non dovremmo soffrire, quando c'è tanta sofferenza! Non preoccuparti per me. Forse non cambierei il mio destino con il tuo.

Jan Erik Vold a cura di, Fuori c'è l'aurora boreale. Il diario di Ruth Maier giovane ebrea viennese Salani, Milano 2010, pp. 75, 451,452, 484

Foto by Daniel Basteiro