27.5.10

IL PESO DEI RICORDI

"Sebbene siano passati sessant'anni, mi sconvolge più di quanto avrei potuto immaginare. Pensavo di essere padrone della mia vita, ma così non era. Il modo in cui sono sopravvissuto determina ancora la mia esistenza; tutto quello che posso fare è assecondarlo mantenendomi a distanza di sicurezza. Ma ne resto comunque incatenato. E' come se in me ci fossero due persone: c'è l'Alex che tutti conoscono e c'è quello che nasconde un segreto. I due Alex devono imparare di nuovo a convivere"...
Non c'era spazio per superamento o giustificazione, non era possibile cancellare il passato e andare avanti, o ricorrere a facili soluzioni di psicologia spicciola. Con quel passato, non restava che scendere a patti. In qualche modo, mio padre lo aveva sempre saputo.
Compresi che anch'io dovevo trovare il modo di convivere, bene o male, con quel passato. Con quello che per forze di cose è il mio retaggio.


Mark Kurzem, Il bambino senza nome
Piemme, Milano 2010, pp. 425,426


Foto by Murray Williams