5.9.19

SEGNO DEI TEMPI


Il segno dei nostri tempi è proprio il degrado dei rapporti umani. La cortesia è considerata una dimostrazione di debolezza, la buona educazione un orpello d'altri tempi.
E' il tempo dell'aggressività spicciola, delle grida nel traffico, degli insulti in rete.
Non è solo questione di buone maniere. E' il rapporto tra le persone a essersi impoverito e involgarito. Nessuno si fida più di nessuno: l'affitto, i debiti, i fornitori; persino lo Stato non paga chi gli ha fornito beni e lavoro. La frase ricorrente è "fammi causa"; tanto la magistratura non riuscirà a fare giustizia in tempo.
Ma nessuna economia può prosperare, nessuna società può essere tenuta insieme, senza la fiducia.
Questa guerra di tutti contro tutti, questi giudizi spietati su qualsiasi categoria - politici e tassisti, medici e giornalisti, docenti e poliziotti - questa notte digitale in cui il colpevole vale un innocente, ci sta avvelenando la vita. Mentre il bello di essere italiani è anche l'umanità dei rapporti, il piacere dell'amicizia e del corteggiamento rispettoso, il gusto della conversazione e dello scherzo bonario; questo nostro essere diversi gli uni dagli altri, regione da regione, città da città, e in fondo assomigliarci per l'attaccamento alla famiglia, alla fede, alle passioni, al calcio, all'amore, alla vita.

Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame. L'Italia della ricostruzione
Mondadori, 2018, pag. 205