6.1.21

CREDERE E' VITALE


Ecco la parola "credo". Quando si riesce a pronunciarla, ha il potere di cambiare la visione delle cose, di mostrare il mondo come fosse diverso. Siamo abituati a usare questo termine in ambito religioso, nella fede maiuscola, poiché in quel caso si crede in Dio... ma è pur vero che esiste anche un credo minore che aiuta a vivere. Anzi senza credere, non è possibile nemmeno vivere. E credere non è il risultato di un ragionamento, di una dimostrazione. E' un bisogno primario e dovrebbe essere posto prima ancora del bisogno di alimentarsi, di essere difesi, di generare. Anche queste pulsioni no si attiverebbero mai, senza credere. E giustamente si è sottolineato che si può credere anche in ciò che, analizzato razionalmente, appare assurdo. In fondo l'amore presuppone un atto di fede, talora immediato.
E poi occorre credere anche in se stessi, non fosse altro perché in una totale svalutazione di sé non si riesce nemmeno ad aver fiducia negli altri.
La imponderabilità del credere, dei meccanismi che lo attivano e lo sostengono, non deve far ritenere che corrisponda a un gioco di casualità, come si trattasse di legami regolati dalla combinazione statistica. Ci sono comunicazioni che vengono prima della consapevolezza, si chiamano anche sub-liminali, sono delle forze, delle energie di legame che semplicemente noi non conosciamo, ma ciò non autorizza affatto a escludere che abbiano una qualche "logica".

Vittorino Andreoli, Il corpo segreto
Rizzoli, Milano 2014, p. 109