A quei tempi non esistevano le penne biro. Le penne erano cannucce di legno in cui veniva inserito il pennino a una delle estremità. Si intingeva il pennino nel calamaio badando a non immergerlo troppo per non macchiare di inchiostro il quaderno. Ogni banco disponeva di calamaio che, di tanto in tanto, veniva rabboccato...
L'unica fonte di calore era la stufa della cucina che serviva anche per scaldare l'acqua e cuocere i pasti. La sera si riempivano d'acqua bollente le boule d'alluminio che venivano infilate sotto le coperte. Nel loro lettone i nonni mettevano invece "il prete", una monumentale intelaiatura in legno ricurvo contenente una padella di rame riempita di carbonella ardente. Il "prete" rimaneva tra le lenzuola un paio d'ore e poi lo si toglieva prima di andare a letto... Il freddo di quegli inverni mi è rimasto addosso come una minaccia e anche ora, quando arriva la brutta stagione, mi assilla il pensiero che l'impianto di riscaldamento possa bloccarsi. E' già successo nel corso degli anni e ogni volta sono piombata nel panico...
Poi comparve il Luisìn... Al grido "Saponi, saponette, candeggina, sali da bagno, mollette per la biancheria" avvertiva del suo passaggio gli abitanti di ogni villetta e caseggiato. Pubblicizzandolo come una scoperta straordinaria che veniva dall'America, vendeva anche un detersivo in polvere per il bucato: il Pèrsil. La mamma ne comprò una scatola e, assistita dalla nonna e da me, versò un poco di polvere nella grande conca di zinco in cui sarebbero stati immersi i panni da lavare. Dopo l'aggiunta dell'acqua calda, che agitammo ben bene con le mani come da istruzioni, si formò una bella schiuma bianca e profumata che non accennava a sgonfiarsi. Alcune vicine vennero invitate ad assistere al fenomeno. "sarà poi vero che non c'è più bisogno di sbattere e fregare i panni sull'asse perché si sbianchino?" dubitò la nonna, cui il Luisìn aveva assicurato che il bucato, lasciato a bagno nel Pèrsil tutta la notte, il mattino dopo sarebbe venuto fuori candido come la neve.
Sveva Casati Modignani, Il bacio di Giuda
Mondadori, 2014, pp. 29,30,70,104
